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Visitare la Certosa di Pavia, la perfetta gita domenicale

Esattamente come ‘Il figlio del calzolaio va in giro con le scarpe bucate‘, spesso tendiamo a sottovalutare le bellezze che ci circondano, ecco perchè ho deciso di visitare la Certosa di Pavia.

A meno di un’ora da Milano e a soli 8km da Pavia, è raggiungibile in auto oppure in bicicletta dopo una piacevole pedalata lungo il Naviglio Pavese. Ma la Certosa che cos’è? Si tratta di un santuario e monastero racchiuso tra le mura di un meraviglioso monumento.

Come si fa a visitare la Certosa di Pavia? Ha un costo?

Se intendete raggiungere il santuario in macchina, vi interesserà sicuramente sapere che a circa 500m si trova un ampio parcheggio all’aperto a pagamento dove lasciare l’auto.

Appena varcato il cancello che porta alla Certosa, si viene catapultati in un’atmosfera surreale, di silenzio, di pace, di colori chiari. Un luogo dove tutto sembra innocuo e pacifico.
Davanti a voi si trova il breve tratto di strada da percorrere per entrare all’interno della struttura. Il consiglio che vi do è quello di non farvi prendere dalla smania di entrare e vedere tutto e subito, ma di soffermarvi a guardare i particolari della meravigliosa facciata.
Non c’è un centimetro di marmo che non sia sapientemente lavorato. I marmi rosa pallido e verdone, le figure rappresentate dagli artisti più noti dell’epoca.
E se pensate che l’interno sia quello di una qualsiasi chiesa, vi state sbagliando.

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Certosa di Pavia

Scattare foto all’interno non è possibile, per questo cercherò di raccontarvi quello che mi ha colpito e farvelo vedere attraverso i miei occhi, e magari motivarvi ad andare a scoprire le bellezze di questo monastero di persona. Mettendo piede nella Certosa, la sensazione è quella di sentirsi piccoli come formiche. Colonne altissime trascinano letteralmente lo sguardo fino al soffitto che lascia a bocca aperta. Un cielo color indaco su cui brillano stelle color oro da un lato, e geometrie che si intrecciano come un labirinto dall’altro. Non è fisicamente impossibile abbassare lo sguardo.

Le visite alla Certosa di Pavia ad oggi (settembre 2020) non sono prenotabili, per quest è necessario recarsi direttamente in loco e prendere parte a uno dei gruppi che circa ogni mezz’ora parte per visitare il monastero. 

Per prendere parte alla visita guidata basta fermarsi davanti al grande cancello che divide la navata centrale e il transetto. Qui arriverà il monaco cistercense che sarà vostro accompagnatore durante la visita. 
Insieme a lui vedrete:

  • Monumenti funebri di Ludovico il Moro e Beatrice D’Este
  • Sepolcro di Giangaleazzo Visconti 
  • Refettorio dei monaci (La mensa dove i certosini consumavano i pasti durante le festività e la domenica)
  • Piccolo chiostro e lavatoio
  • Grande chiostro
  • Celle dei monaci

In un contesto come quello della certosa di Pavia, trovo sia inevitabile la visita guidata, senza la quale non si godrebbe in minima parte di quello che la Certosa ha da offrire.

Durante la visita infatti, in monaco incaricato spiega in maniera chiara e piacevole la storia della Certosa dalla posa della prima pietra nel 1396 fino ad oggi. 
L’ultima parte della visita è stata quella più interessante, visitare le celle dei monaci e scoprire le loro abitudini è stato un po’ come intrufolarsi nelle loro vite. 

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Piccolo chiostro

Le celle – che oggi sono 36 – circondano il grande chiostro. Ognuna di queste costituiva un’abitazione singola ed era occupata da un solo monaco che , come l’Ordine prevedeva, rispettava la regola del silenzio.

Ognuna delle cellette era divisa su due piani. L’uno dedicato alla preghiera e al riposo, l’altro allo studio e ai pasti. Le celle disponevano inoltre di un cortiletto privato dove il monaco coltivava piante ed erbe medicinali.
Per rispettare il completo isolamento previsto dall’ordine, accanto alla porta di ingresso vi era una piccola apertura fatta apposta per ricevere i pasti senza dover scambiare parole o vivere momenti di convivialità.

La visita si paga? 

Visitare la Certosa di Pavia è gratuito, anche se a percorso terminato è possibile lasciare al monaco un’offerta libera che verrà utilizzata per i costi di manutezione del monastero che sono non indifferenti.

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Chiostro Piccolo
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Chiostro Piccolo

La visita si conclude con l’erboristeria, bottega dove vengono venduti i miscugli di erbe prodotti dai monaci oggi, con le ricette di sempre. 

Mi chiedo come mai io abbia aspettato così tanto per visitare la Certosa di Pavia. Purtroppo questi mesi segnati dalla pandemia ci hanno cambiato, hanno cambiato il nostro modo di guardarci attorno e hanno cambiato anche il nostro modo di viaggiare.
Volendo cercare un lato positivo, ci ha spinto a ricercare la bellezza vicino a noi, quella che avevamo dato per scontata.
Ecco la bellezza che ho scoperto e che avevo sottovalutato.
E voi l’avete vista? Anche voi vi siete dati alla ricerca del “bello nei dintorni? Se sì, fatemi sapere cosa avete scoperto!


Per avere notizie sempre attendibili sugli orari e le visite guidate, potete consultare il sito ufficiale della Certosa di Pavia.

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