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Mangiare da soli non è affatto da sfigati

Oggi voglio sfatare un mito, uno di quelli che più spesso si insinua nelle mie conversazioni quando annuncio il prossimo viaggio in solitaria: mangiare da soli non è da sfigati.

Ogni volta che annuncio una partenza in solitaria, una delle prime cose che mi sento dire è “Io non ce la farei… Ma come fai al ristorante da sola?” oppure “Che tristezza mangiare da soli, cosa fai mentre sei a tavola?” e la mia risposta tipo “Emh… Mangio?“.

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“Cosa fai mentre sei a tavola?”
“Emh… Mangio?”

La verità è che mangiare da sola – soprattutto in viaggio – a me piace e per tantissimi motivi, anzi, è forse uno dei momenti più rilassanti che ritaglio per me stessa.

Uno di questi è che quando si viaggia in solitaria è davvero difficile mangiare da soli sempre e ad ogni pasto.
Spesso si tende a sottovalutare la curiosità che suscita una persona che viaggia da sola, ed è proprio questo il motivo per cui qualcuno le farà più volte compagnia.

Ad Atene, uno dei miei primi viaggi da sola, il proprietario di un ristorante mi ha preso in simpatia visti i suoi trent’anni trascorsi in Italia, questo mi ha fruttato una lunga chiacchierata e persino una cheesecake mango e Oreo in regalo.

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Oreo cheesecake

A Chiang Mai invece, per puro caso mi sono trovata seduta al tavolo con una cinquantenne originaria di Boston, avvocatessa laureata ad Harvard. Inutile dire quanto sia stato assurdo parlare della mia percezione di Harvard – basata completamente sulle serie tv – con una persona che invece l’ha vissuta.

Oppure quella volta a Phuket, quando una ragazza croata seduta al tavolo accanto ha attaccato bottone con un semplice ma efficace “Sei sola? Io sì, se vuoi mangiamo insieme“.

Un altro aspetto del ‘mangiare da soli’ che io trovo affascinante è la possibilità di osservare. Osservare le persone intorno a me, come si muovono, cosa ordinano, e se sono da soli cerco di capire da dove arrivano e qual è il loro prossimo passo.

Capite cosa intendo quando dico che in viaggio da sola non mi annoio mai al ristorante?

Vogliamo menzionare anche la facilità con cui si trova posto al ristorante quando si è da soli? Praticamente non ho mai dovuto attendere o fare la fila.

Sembra che chi si siede al tavolo da solo debba essere tassativamente oggetto di compassione altrui, ma perchè? Per quanto mi impegni non riesco a trovare il nesso.
SPOILER: non c’è.

Per me l’idea di scegliere in totale libertà quando mangiare, dove, con quale ritmo… È un regalo che mi concedo, una coccola.

Rayner dice “Mangiare da soli è come cenare con qualcuno che ami“. Se così non fosse – aggiungo io – allora c’è ben altro su cui fare chiarezza.

Ecco. Ora che ci penso, una cosa che non mi piace del mangiare da soli c’è: il fatto che io abbia solo uno stomaco e non posso ordinare quattro piatti diversi da mangiare da sola!

PS: Certo, questo articolo è direttamente correlato al momento in cui si viaggia da soli, quando sono a casa a Milano, è difficile che io vada senza compagnia a mangiare fuori, ciò non cambia la mia percezione di questo ritaglio di tempo in compagnia di sé stessi!

Cosa ne pensi? Ti è mai capitato di mangiare da solo in viaggio o nella vita di tutti i giorni? Se hai voglia di raccontarmi il tuo punto di vista, puoi farlo qui sotto oppure su Instagram taggando @mordiefuggiblog

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3 commenti

  • Silvia The Food Traveler

    Come ti ho già scritto su Instagram, sono d’accordissimo con te. Ho viaggiato parecchie volte da sola per lavoro e non mi sono mai sentita sfigata. Trovo che sia molto rilassante, anche perché è un modo per poter stare finalmente un po’ in silenzio dopo una giornata trascorsa a parlare. Mi capita anche nella vita di tutti i giorni, soprattutto a pranzo, di mangiare da sola, e credo che la percezione negativa si abbia soprattutto in Italia perché all’estero, almeno nei paesi in cui sono stata, è una cosa normalissima.
    Come dici tu l’unica cosa negativa è che non puoi ordinare come quando sei in compagnia e quindi non puoi assaggiare tutto quello che vorresti 😉

  • Elisa Scopigno

    Bravissima Silvia! È un momento che si ritaglia per sè stessi, da passare in compagnia del nostro io, un’oretta di silenzio e meditazione quasi! 😀
    Sono d’accordissimo con te, non capisco come mai in Italia ci sia questa percezione per cui chiunque faccia qualcosa da solo – sia viaggiare, sia sedersi al tavolo – sia uno “sfigato”. Tant’è!

    ahahah ma appunto! Ma la vogliamo finire con questa cosa e creare dei mini assaggini sul menù per i mangiatori solitari!?

  • Lauro

    Mangiare da soli non è per tutti… Andare al cinema da soli non è per tutti… Ma allora per chi lo é? Semplice, per chi ha una passione. E le passioni in quanto tali non hanno sempre bisogno di compagni di viaggio, hanno solo bisogno di essere seguite. Perchè sono loro a chiamarci, sono loro a chiedercelo! 😉 …e se non lo facciamo ci stiamo perdendo un sacco di quei piccoli dettagli che trasformano una semplice esistenza in una meravigliosa esperienza di vita.

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