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Tavolara: cosa vedere nel regno più piccolo del mondo

Tavolara la riconosci subito: una montagna che spunta direttamente dal mare a largo di Porto San Paolo, nel golfo di Olbia. A prima vista mi è sembrata un dinosauro che dorme oppure un ferro da stiro, con quella sua forma curva e frastagliata, coperta di rocce calcaree e zone punteggiate di verde.

Quest’isola, fulcro dell’area marina protetta di Tavolara – Punta Coda Cavallo, lunga solo 6km e alta poco più di 560 metri, è un riassunto di quella che è la Sardegna vista con i miei occhi: mare stupendo, spiagge di sabbia e anche rocciose, arbusti, vegetazione e tanti profumi.

La prenotazione del traghetto è caldamente consigliata, soprattutto in alta stagione.

Per raggiungerla è possibile noleggiare un mezzo privatamente oppure utilizzare i traghetti in partenza da Olbia e Porto San Paolo. Il consiglio è di telefonare e prenotare in anticipo i biglietti, soprattutto in alta stagione.

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Porto San Paolo

Da Porto San Paolo il tragitto è davvero breve, 10/15 minuti, con traghetti che partono ogni mezz’ora dalle 9:00 fino alle 13:00, per poi fare ritorno nel pomeriggio con un traghetto all’ora dalle 15:30 fino alle 18:30.

La spiaggia su cui si sbarca si chiama Spalmatore di Terra ed è l’unica adibita allo sbarco, dato che la base militare della NATO nel nord dell’isola non permette di fare diversamente.

All’arrivo, ci si imbatte nei due ristoranti e nel bar di Tavolara. Se non avete con voi snack o pranzo vi consiglio di prenotare un tavolo poiché la zona tende ad affollarsi molto facilmente (se optaste per questa ipotesi, preparatevi a prezzi folli).

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Insalata al bar di Tavolara: 16 euro

Da Spalmatore è possibile iniziare l’escursione dell’isola facendosi guidare dai pannelli didascalici prestando attenzione a evitare le aree protette. Una passeggiata di circa 30 minuti sarà sufficiente per fare la conoscenza di questo gioiellino. Spiagge bianche dai riflessi rosastri, scogli, spiagge di sassi bianchi… Il comune denominatore è l’acqua del mare, di un meraviglioso color smeraldo che mi ricorda la Thailandia, dove la vegetazione si specchia sul mare che come un trasferello ne eredita il colore.

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Tavolara

Prima di scegliere in quale caletta fermarsi c’è un’ultima tappa che dovreste fare: il cimitero Reale.

Nel titolo ho accennato al “Regno più piccolo del mondo“, perché?
Dovete sapere che a Tavolara c’è stato e continua ad esserci… Un re!

Due sono le storie a cui si da più credito.
Pare che durante l’invasione napoleonica Giuseppe Bartoleoni – ligure trasferitosi in Corsica – decise di approdare a Tavolara e insediarvisi. Qui incontrò nel 1836 re Carlo Alberto che con una frase scherzosa apostrofò Paolo Bartoleoni (figlio di Giuseppe), re dell’isola. Da qui l’inizio della stirpe e della famiglia reale di Tavolara.

La seconda ipotesi vuole che Giuseppe Bartoleoni, abitante della Maddalena e sposato con due donne, decise di scappare con la seconda sull’isola di Tavolara e di costruirsi una nuova vita. Quando Carlo Alberto sbarcò sull’isola di Tavolara egli si presentò direttamente in qualità di re dell’isola. Così Carlo Alberto decise di farlo feudatario senza il riconoscimento ufficiale.

Ciò che non cambia è che in entrambe le ipotesi non esista la pergamena di investitura, motivo per cui la famiglia Bartoleoni non compare nei registri ufficiali.

L’ultimo re di Tavolara si chiama Antonio, detto Tonino e tutti i suoi antenati riposano nel piccolo cimitero Reale al centro dell’isola.

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Cimitero Reale

Nella parte più alta dell’isola si svolge annualmente il Festival del Cinema di Tavolara, nato con l’obiettivo di attirare persone attraverso eventi e proiezioni cinematografiche in un contesto naturale mozzafiato.

Se non siete tipi ‘da spiaggia’ e non volete passare il tempo ad abbronzarvi sul bagnasciuga, a voi Tavolara offre l’opportunità di immersioni o arrampicate con guide esperte, per esplorare le frastagliate verticalità di quest’isola.

Dal canto mio ora posso dire di aver visitato il regno più piccolo del mondo, voi cosa aspettate?

Se ci siete stati e vi va di raccontarmi la vostra esperienza, potete farlo qui sotto oppure taggando @mordiefuggiblog su Instagram!

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