Asia,  Cambogia,  Viaggi

5 Consigli tragicomici per sopravvivere a Siem Reap

Nonostante sia stata solamente 4 giorni a Siem Reap, sento il dovere morale di condividere alcuni consigli con chi dopo di me, avrà la fortuna di visitare un paese splendido come la Cambogia… O semplicemente far fare qualche risata a chi ci è già stato e ci si ritrova in pieno!

Ecco perché sono ‘consigli tragicomici’, perché sono assolutamente reali ma visti da un punto di vista ironico, che serve sempre.

Tanto per cominciare, sistemiamo le pronunce per evitare di essere presi in giro e sembrare dei perfetti stranieri (Come se il fatto di essere bianchi e senza occhi a mandorla non fosse già un indizio).

Wat‘ è una parola che sentirete spessissimo e significa ‘tempio’, la sua pronuncia non è ‘VAT’ bensì ‘UAT‘. Se invece parlando dovrete tirare in causa la città di Siem Reap per un motivo o per l’altro, sappiate che si pronuncia ‘Siem Riep‘ e non ‘Siem Rep’ come magari ci si aspetta.

angkor-wat
Angkor

Sappiate che solo così vi ho risparmiato qualche presa in giro, non c’è di che! 🙂

Ma ecco i 5 consigli tragicomici per sopravvivere in Cambogia!

  1. Se aspettate che auto, motorini e tuk tuk si fermino per farvi attraversare la strada, mi spiace smorzare il vostro entusiasmo ma non succederà mai. Se dipendesse da loro potreste rimanere lì a vita. Non ci sono semafori e l’unica legge in vigore prevede che i pedoni non abbiano MAI la precedenza. Non fatevi illusioni, vale anche se siete già in mezzo alla strada, vi schiveranno, ma non si fermeranno. Quindi niente esitazione, una volta che mettete un piede giù dal marciapiede, CORRETE!
  2. Qui i prezzi si trattano, e non importa quanto sarete bravi, ammaliatori o guidati da spirito imprenditoriale: non avrete mai gli stessi prezzi di un cambogiano.
    A meno che non parliate la loro lingua, ma anche in quel caso, ho forti dubbi. L’unica buona notizia che posso darvi è che potete usare tranquillamente e dovunque i dollari americani.
  3. Se siete anche solo vagamente schizzinosi o schifiltosi, temo non sia la destinazione più adatta a voi.
    Gli standard di qualsiasi cosa non sono paragonabili a quelli europei, anche per gli hotel quindi vi consiglio di puntare ad alte categorie.

    Che poi, non è detto. Anche nei quattro stelle ho visto insetti a cui ancora oggi non so dare un nome.
  4. Ma si, siamo italiani, qualche gesto e ci facciamo capire‘. Mmh, no. Questa chicca non è propriamente applicabile alla città di Siem Reap, sicuramente ancora meno nelle località più remote. Il mio consiglio spassionato è quello di avere almeno una base di lingua inglese, anche perché il numero di cambogiani che lo parla è davvero davvero esiguo. Lo parlano più o meno bene solamente le persone che hanno a che fare con i turisti, e il loro vocabolario non va molto lontano dalle sole parole che servono per svolgere la loro professione.
  5. Se non intendete farvi odiare o addirittura sanzionare evitate come la peste di mangiare durian in luoghi pubblici.
    Il durian è un grosso frutto verde dall’aspetto spinoso e dall’odore nauseabondo, che sa di marcio. Non è difficile capire perché sia vietato nella maggior parte dei luoghi pubblici!
    Odore di fogna, cipolla cotta, immondizia lasciata al Sole, formaggio ammuffito‘, sono solo alcuni degli appellativi che il suo profumo gli ha regalato. Ebbene, se state passeggiando e all’improvviso sentite una puzza tremenda, prima di sguardare storto il vostro vicino, controllate che non ci siano durian nelle vicinanze!
siem-reap
Siem Reap

Questi sono stati i miei consigli tragicomici, quelli di cui farò tesoro se e quando tornerò a Siem Reap, fatelo anche voi!

E se sarete solamente di passaggio, chissà, magari vi può tornare utile l’intero itinerario che ho seguito per il mio viaggio tra Thailandia e Cambogia!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *