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Siem Reap: vedere, mangiare e dormire nella città cambogiana

Non ne ho mai fatto un mistero, nemmeno nell’articolo in cui vi racconto il mio itinerario di 23 giorni: Siem Reap e la Cambogia non erano una parentesi che avevo previsto, eppure sono estremamente felice di averle inserite. Non avrei avuto altro modo per scoprire il meraviglioso sito archeologico di Angkor, il verde della natura e la spontaneità delle persone.

La città di Siem Reap si trova a nord della Cambogia e deve gran parte della sua fama alla vicinanza di Angkor, il sito archeologico più grande al mondo.

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Siem Reap

Ho pensato che la durata ideale della mia parentesi cambogiana fosse di tre notti e l’ho trovata azzeccata considerando che Siem Reap non sia una città particolarmente estesa; i suoi dintorni sono carichi di luoghi interessanti da scoprire, in grado di catapultare i nostri occhi metropolitani in un mondo completamente sconosciuto, per questo potreste estendere la vostra permanenza senza annoiarvi.

In questi giorni ho potuto esplorare il centro della città in completa autonomia, senza mai sentirmi in pericolo o a rischio, contrariamente a tutti i luoghi comuni che mi sono sentita elencare prima della partenza.

Il centro storico è attraversato dal fiume Siem Reap, che divide la zona turistica e caotica da quella più tranquilla e a parer mio più locale. Entrambe sono in continuo fermento, a partire dalle 5:00 di mattina, quando ci si prepara per affrontare la giornata.

Ma cosa non potete perdere durante il vostro soggiorno a Siem Reap?

OLD MARKET

È il centro nevralgico della città, la zona commerciale. Non posso dire che abbia un particolare appeal dal punto di vista culinario, ma è sicuramente una visita da non mancare. Fatelo consapevoli di non visitare un mercato di cibo in Europa; gli odori, le usanze e le caratteristiche sono sicuramente forti 😛
Frutta, verdura… Ma anche pesci ancora vivi, pietanze mai viste e odori pungenti. Ecco.
NB: L’odore mi ha ricordato il mercato di Stone Town, con la differenza che qui sono riuscita a respirare!

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Siem Reap
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Siem Reap

PUB STREET

Se il mercato è il cuore pulsante di giorno, Pub Street è dove si annida la vita dalle 18:30 fino a tarda notte. L’anima di Siem Reap, così colorata, viva e movimentata da farvi dimenticare la “povertà” della città di giorno.
Luci colorate che si alternano tra loro, musica, fiumi di persone, locali uno accanto all’altro alla ricerca di clienti. Il contrasto con la vita diurna è incredibile, non è sicuramente un aspetto ‘naturale’ della città, ma a mio parere è sicuramente imperdibile.

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Pub Street

VILLAGGIO GALLEGGIANTE

Diversi sono i villaggi galleggianti che potrete visitare in Cambogia, e considerando il poco tempo a disposizione, quello che ho scelto io è Kampong Phluk, sul fiume Tonle Sap il più vicino alla città… E di conseguenza anche quello più turistico.
Il villaggio dista circa un’ora di auto da Siem Reap e a oggi è abitato da 3.000 persone, ognuna delle quali scandisce le proprie attività in base alle stagioni.

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Kampong Phluk
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Kampong Phluk

Durante i mesi di settembre, ottobre e novembre infatti, le piogge invadono letteralmente il villaggio. Scompare la strada su cui ho camminato e ci si sposta in barca o a nuoto, i bambini a scuola non hanno un patio in cui giocare e si attende l’arrivo della stagione secca, durante la quale l’acqua lascia nuovamente il posto alla terriccio rosso e alla polvere sotto ai piedi.

Ecco perché le case si trovano a cinque metri dal suolo! Per non allagarsi.

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Kampong Phluk

Dal villaggio è possibile raggiungere una foresta di mangrovie, nella quale è possibile immergersi a bordo di una piccola imbarcazione locale al costo di 5 dollari (molto poco local).

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Foresta di mangrovie

ANGKOR

Impensabile visitare Siem Reap e non passare almeno mezza giornata all’interno del meraviglioso sito archeologico di Angkor, il più grande al mondo per superficie. Per approfondire il discorso e non perdervi alcun dettaglio sulla visita (costi, modalità, biglietti) stiamo preparando un articolo ad hoc!

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Angkor Wat

KING’S ROAD ANGKOR

Si tratta di un piccolissimo ‘villaggio’ aldilà del fiume, dove potrete acquistare piccoli e tipici souvenirs e fare una passeggiata senza tuk tuk che tagliano la strada o rumori assordanti. All’interno di questo spazio si organizzano spesso eventi per la promozione del folklore cambogiano, ad esempio, ogni sabato tra le 18:00 e le 19:00 è possibile assistere gratuitamente a spettacoli di musica e danza cambogiana.

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King’s Road

Vi avanza qualche ora? Avete una mezza giornata libera? Beh, allora vi consiglio altri due posticini che potreste includere nel vostro itinerario! Non li ho visti con i miei occhi, ma mi sono stati nominati da una persona di cui mi fido, quindi, eccoli qui:

  • Kulen: si tratta di un parco nazionale a 50 km da Siem Reap, costellato di piccoli tempietti la cui notorietà però si deve alla cascata sulla cima del monte.
  • Museo delle mine: fondato da un ex-bambino soldato che, tornato dai combattimenti, ha iniziato a disinnescare le mine con strumenti fatti in casa. Racconta una delle minacce che tutt’oggi danneggia il territorio cambogiano, le mine antiuomo.

Dopo tutti questi kilometri a piedi, dato che non esistono mezzi pubblici, perché non premiarvi con un massaggio? La città è piena di spa a prezzi stracciati!

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Tonle Sap

Il caldo, i profumi, le distanze che macinerete… Tutto vi farà venire fame! Per fortuna la cucina che troverete a Siem Reap è molto variegata e in grado di accontentare i palati di tutti: carne, pesce, frutta e verdura. Con i pochi giorni che ho avuto a disposizione, sono riuscita a trovare alcuni posticini che vi raccomando:

  • Footprint cafè: è una caffetteria il cui obiettivo è aiutare le piccole comunità locali con i loro introiti. Come? Con colazioni e pranzi gustosi in grado di avvicinare i turisti alla loro cultura.
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Footprint Cafè
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Footprint Cafè
  • Sister Srey: come Footprint, aspira a far crescere e conoscere il bello di Siem Reap, utilizzando ingredienti senza prodotti chimici, supportando l’istruzione del loro staff e con una particolare attenzioni ai temi di riciclo e sostenibilità ambientale.
  • Khmer Grill: prenotate o mettetevi in coda! Carne e pesce alla griglia, cucina asiatica e dolci, non rimarrete comunque delusi. Se non siete propensi a sperimentare cucina locale o volete avvicinarvici lentamente, è sicuramente il posto che fa per voi.
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Khmer Grill
  • Prasat: si tratta del ristorante dell’hotel ‘gemello’ a quello in cui ho soggiornato. Qui ho sperimentato la cucina locale e i suoi sapori, unita all’attenzione al dettaglio e alla gentilezza dello staff. Leggermente defilato rispetto a Pub Street, dall’altra parte del fiume, vi permette di gustare una cena in una bellissima location e lontani dal caos!

Gli ultimi due consigli che ho per voi sono legati all’hotel. Siem Reap ha davvero una grande quantità di hotel, ostelli e posti in cui alloggiare, avrete solamente l’imbarazzo della scelta. L’unico consiglio che nasce da un’esigenza personale, è quello di evitare strutture troppo vicine a Pub Street, a meno che non abbiate tappi per le orecchie o un sonno più forte dei rumori in strada!

Io ho diviso le notti in due diverse strutture: Solitaire Kamreuk e The Amazing Residence.

Solitaire Kamreuk: Si trova aldilà del fiume a circa dieci minuti a piedi da Pub Street, posizione che mi ha permesso di godere di una maggiore tranquillità. Le camere sono ampie, luminose e pulite, mi sono trovata davvero bene. Ottima anche la colazione alla carta e disarmante la gentilezza dello staff!

The Amazing Residence: Più vicino al centro città, ma in una zona ugualmente tranquilla. Lo stile è molto simile alla struttura precedente, le camere sono pulite e dagli spazi molto ampi.

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Solitaire Kamreuk

Lo so, non è un articolo particolarmente breve. Ma come potevo tagliarne alcune parti? E vi assicuro che avrei potuto parlare molto di più di Siem Reap, dei cambogiani, dei luoghi comuni che ho sentito prima di partire e che invece sono stati smentiti. Non mi ha colpito subito la Cambogia, ci è voluto un po’, abbiamo dovuto prendere confidenza, annusarci, conoscerci e capirci. Cosa ne penso? Che ci voglio tornare. Che voglio viverla di più, che voglio vederla di nuovo e che voglio lasciarmi stupire di nuovo!

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