Africa,  Viaggi,  zanzibar

Zanzibar: 7 giorni tra Masai, mare e natura

Zanzibar è un arcipelago a largo della Tanzania, paese di cui fa parte, ed è composto dalle isole principali, Unguja e Pemba e numerose isole minori.

Nota anche come ‘L’isola delle spezie‘, Zanzibar è un paese dalle mille sfumature che ahimè non è possibile cogliere in una sola settimana di permanenza… ma a noi piacciono le sfide, no?

Qui ho avuto modo di scoprire un mondo diametralmente opposto rispetto a quello a cui sono abituata, le viuzze polverose della capitale, il mare che si ritira almeno 6 ore al giorno… Ma andiamo con ordine, altrimenti rischiamo di finire come nel Flusso di coscienza targato Zanzibar!

Le premesse di questo viaggio non erano esattamente delle migliori, infatti un volo gelido, 5h di ritardo e uno shock termico di 40° ce l’hanno messa davvero tutta, ma senza risultato: ad oggi conservo un ricordo talmente bello di Zanzibar che se chiudo gli occhi e mi concentro riesco ancora a sentire il calore del Sole sulla pelle. E nel cuore.

Come il viaggio in Messico, anche questo è stato un viaggio di famiglia e quindi ben lontano dalla concezione di ‘fai da te’; nonostante ciò ho cercato di organizzare qualche escursione che avrebbe soddisfatto la mia curiosità e la mia sete di cultura, tradizione e natura.

Quindi ecco qui cosa ho deciso di vedere nell’isola che ha regalato i primi natali all’amato Freddie Mercury. Mi raccomando, leggetelo con la consapevolezza di non avere sottomano una guida esaustiva ma solo ciò che per me è stato davvero irrinunciabile!

PRISON ISLAND E NAKUPENDA

Questa escursione viene praticamente sempre venduta come un unico pacchetto data la vicinanza tra le due isole.
Per raggiungere questi due piccoli angoli di paradiso ci si reca al porto di Stone Town – la capitale – e ci si imbarca sulle Dhow, le tipiche imbarcazioni zanzibarine.
Prison Island è di solito la prima tappa, un’isola utilizzata anni fa per la detenzione di schiavi che oggi è una riserva e ospita una colonia di quasi 200 tartarughe giganti delle Seychelles.

Dopo aver fatto un giro in totale libertà tra queste meravigliose creature dalla pelle ruvida e dal carapace immenso, si riparte alla volta di Nakupenda (che in swahili significa ‘Ti amo’), che più che un’isola è in realtà una lingua di sabbia che compare solamente con la bassa marea; caratteristica di quest’isola infatti, è che ogni giorno scompare con l’alta marea per poi ripresentarsi il giorno successivo. Sembrava di essere in un reality show, o sul set di un film! Un’isola percorribile tranquillamente in 15 minuti, alle cui due estremità si potevano chiaramente vedere le onde dei due mari che si ricongiungevano.

KENDWA

Avendo soggiornato a Kiwengwa, nella zona est dell’isola, le possibilità di vedere un tramonto erano assolutamente pari a zero, per questo quando mi è stato proposto di passare un pomeriggio a Kendwa – che si trova più a nord – non ho potuto rifiutare.
Kendwa è conosciuta da tutti come una ‘bellissima spiaggia gigante con la sabbia bianca la cocaina‘ (Giuro, queste sono le parole degli zanzibarini) bagnata da acque che non subiscono il fenomeno delle maree.
La spiaggia è effettivamente molto grande, spaziosa e bianca… ma personalmente pensavo di rimanerne più impressionata, forse perchè mi è sembrata una spiaggia troppo turistica e diversa da quello che avevo visto a Zanzibar fino a quel momento. Questo non esclude il fatto che sia stata comunque una bella gita; mangiare succosa frutta fresca davanti a un tramonto che è caldo come un abbraccio non la definirei una esperienza negativa!

VISITA A VILLAGGI E SCUOLE

Uno dei consigli che vi darà chiunque prima di partire per Zanzibar è – se avete piacere a farlo chiaramente – di portare qualsiasi cosa da regalare ai bambini che troverete sull’isola. Qualsiasi vestito, quaderno, gioco, articolo di cancelleria, qui è un tesoro.
Dato che da dove ho alloggiato partivano periodicamente visite alle scuole e al villaggio di Pwani Mchangani, a 10 minuti a piedi, ho deciso di partecipare a una di queste.

Prima di visitare le scuole siamo stati accolti all’ingresso del villaggio da tantissimi bambini e ragazzi (ormai abituati all’arrivo dei turisti); abbiamo visto alcune delle moschee dove pregano, abbiamo visto le loro abitazioni, abbiamo ascoltato le loro usanze e abbiamo lasciato a loro alcuni regali.
Successivamente ci siamo spostati in una grande scuola, dove seduti ai banchi, abbiamo ascoltato come fossimo degli scolari come è strutturato da loro il sistema legato all’istruzione.
Vedere come vivono, cosa fanno e fare un paragone con la nostra quotidianità è stato senz’altro importante, ma ammetto che in realtà ho percepito tutto come fosse un po’ snaturato rispetto alla realtà.

Bambini che al posto dell’acqua ti chiedevano soldi, che sapevano perfettamente cosa volevano ottenere… Non saprei, ad oggi non so se dirmi soddisfatta di questa visita.

SPICE TOUR

Come dicevo, Zanzibar è nota per l’infinita varietà di spezie che mette a disposizione, caratteristica che le ha regalato l’appellativo di “Isola delle spezie“; per questo uno dei tour che vi consiglio è proprio quello che vi porta alla scoperta delle numerose piantagioni nell’entroterra dell’isola, per conoscere sapori e profumi che difficilmente ritroverete altrove. Nel corso dell’escursione avrete l’occasione di scoprire le sorprendenti proprietà alimentari delle spezie, ma anche quelle mediche e terapeutiche.

STONE TOWN

Credo che non si possa dire di aver realmente visitato Zanzibar senza aver esplorato la sua capitale.
Stone Town (Città di Pietra) è dal 2000 tra i Patrimoni dell’UNESCO ed è il cuore pulsante dell’isola, il luogo da dove parte tutto. Questa visita vi permetterà di avere un reale spaccato della vita zanzibarina, di percepire tutte le influenze a cui la città è stata sottoposta: quella araba, quella indiana e quella europea. E la sorpresa è che si vedono tutte.

Stone Town è una capitale strana, viuzze polverose, piccole botteghe di artigiani… nulla fa pensare al termine “capitale” come lo intendiamo noi. È evidente che la città e i suoi edifici avrebbero bisogno di un’importante opera di restauro, ma anche questo è il suo bello, no?

La prima tappa imperdibile di Stone Town è sicuramente la Chiesa Anglicana, al di sotto della quale si trovano le vecchie celle in cui erano lettaralmente stipati gli schiavi, in onore dei quali è stato creato un monumento proprio fuori dalla chiesa. Come si vede nelle foto, rappresenta gli schiavi e le condizioni in cui erano costretti a vivere; le catene al collo delle statue sono reali catene usate in passato. È veramente toccante, triste, è una cosa che ti fa struggere dentro, il pensiero di quello che veniva fatto ad altri essere umani.

Oltre agli aspetti storici della capitale, non si può perdere una visita nelle stradine della città, ma occhio, perchè sono tutte costellate dalle porte antiche della città, che hanno ora un’influenza indiana, ora araba…

Non è particolarmente attraente, ma come si fa a non farsi nemmeno una foto davanti alla porta di casa di Freddie Mercury? Ora è un hotel, ma le foto accanto alla porta conservano il carisma che solo Freddie sapeva trasmettere.

E così via, proseguite verso il Palazzo delle Meraviglie, la cui piazzetta di fronte si trasforma ogni sera in una specie di mercato street food zanzibarino!

E a proposito di mercati, l’ultima indicazione che vi do è quella di visitare il mercato di Zanzibar. È un tipico mercato, ma con qualche differenza; tanto per cominciare è diviso in due parti, una dove vengono vendute spezie, frutta e verdura, e una dove invece si trovano carne e pesce.
NOTA BENE: la prima parte è veramente carina per quanto caotica. Colorata, profumata, dolce. La seconda… mmh… diciamo che ero stata avvertita, ma ragazzi, se la morte avesse un odore, sarebbe sicuramente quello che si sente dentro al mercato della carne e del pesce! Pezzi di carne in ogni dove – chiaramente en plein air – e circondato da simpatiche mosche. Ecco, diciamo che per apprezzarlo bisogna pensarci come se fosse “un’attrazione”.

Così si conclude la mia lista di ciò che non dovreste perdere a Zanzibar, se avete altri consigli, posti del cuore, domande, o se volete semplicemente condividere con noi un ricordo, commentae qui sotto!

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *