Cena,  Cibo

Mu Fish: la cucina fusion che conquista è a Nova Milanese

Diciamocelo, non è che solo a Milano si mangia bene, e Mu Fish ne è la prova. Ci troviamo infatti a Nova Milanese, a 20 minuti dal centro (e per nostra fortuna a 7 minuti da casa!) in una zona industriale di capannoni, e proprio tra questi si trova il mio nuovo ristorante fusion preferito.

Di Mu Fish colpisce già l’ingresso, che anticipa una location elegante e calda, di quelle che non ti mettono a disagio, anzi, ti fanno sentire accolto. L’arredamento è semplice, dominato da colori scuri come il marrone, il grigio e il nero, intervallati dal chiarore di alcune stampe sui muri e da una delicata mise en place color panna. Punti estremamente a favore della location sono la cucina a vista, le ampie vetrate e la saletta a sinistra dell’ingresso, dove le sedute sono come “scavate” e creano un effetto tatami.

Il personale è di una gentilezza estrema, di età compresa – a occhio – tra i 25 e i 35 anni… e sapete quanto mi piace vedere giovani volenterosi che amano il proprio lavoro!

Le proposte di chef Jiang (già chef al Finger’s, quindi una garanzia) sono di ispirazione giapponese ma contaminate da ingredienti e influenze europee o addirittura nostrane.

Il menù si apre con due proposte di degustazione, il menù Young da 45€ e il menù Classic 60€, rispettivamente da sei portate e da sei portate più un dessert. Seguono poi alcune pagine alla carta, non sono poche le proposte, ma non risulta comunque un menù troppo affollato.
Noi abbiamo provato il menù Young, in maniera da poter assaggiare più portate e cogliere più sfumature di cotture, sapori e profumi.

Buonissima l’entrée a base di funghi bianchi e neri con asparagi e pistacchi, ma ora, via alle danze!

La prima portata è una tartare a scelta tra tonno con salsa di soia e salmone con salsa di carote e mela verde; entrambe buonissime, anche se quella con il salmone a parer mio aveva quel quid in più. A seguire una parata di quattro di dim sum: gambero, branzino, salmone e verdure. Ognuno con un tipo di pasta diverso, ma tutti da togliere il fiato. Nota di merito per quello al gambero che se di solito è quello più sottovalutato, qui è stato quasi commovente.

Ottimo il piatto con capasanta scottata e riduzione di erba cipollina così come il gambero in tempura avvolto da salmone e salsa mediterranea.

A seguire un gustosissimo piatto di sushi e uramaki e dei bocconcini di pollo fritti con maionese orientale. Per concludere in bellezza il menù prevede Yaki Soba al grano saraceno con verdure, calamari e gamberi.

NB: a questi piatti abbiamo aggiunto (grazie al gentilissimo cameriere) una porzione di dim sum al gambero in pasta alla barbabietola con tartufo bianco. Ordinateli, non ve ne pentirete. Sono gioia pura!

Tra i dolci assolutamente da segnalare i mochi al mango fatti in casa, che ormai sono una vera rarità!

Il conto finale, con bevande e caffè, è stato di 110€.
Alcuni lo definiscono ‘caro’ per essere a Nova Milanese, io personalmente mi sento di definirlo ‘giusto’, perchè Navigli o provincia, se la qualità si sente ed è sopra la media, va riconosciuta. D’altronde siamo troppo abituati a privilegiare la quantità degli All You Can Eat piuttosto che la qualità, e Mu Fish ha invece lo scopo principale di puntare sulla qualità delle proposte.

Io non vedo l’ora di tornarci, ho puntato alcuni piatti del menù alla carta che voglio provare!

La chicca: Mu Fish ha anche un altro ristorante a Milano che si chiama Mu Dim Sum e, come si può intuire, è specializzato in ravioli… Noi lo abbiamo già messo in lista!

Voi ci siete stati? Cosa ne pensate di questo fusion?

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