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Messico: 5 cose da non perdere nella penisola dello Yucatán in una settimana

Come tutto il Messico, anche la penisola dello Yucatán ha talmente tanto da offrire che non saprei nemmeno stimare quanto tempo può volerci per vedere tutto: spiagge paradisiache, imponenti templi, foreste, rovine maya…

Benchè io abbia alloggiato in un villaggio (si trattava infatti di una vacanza in famiglia) mai avrei osato rimanere lì dentro per una settimana senza conoscere, esplorare e scoprire questo meraviglioso paese.

Quello di cui parlerò non ha assolutamente la pretesa di essere una lista esaustiva – se penso a tutto quello che devo ancora vedere, mi viene da piangere -, ma semplicemente uno spunto sul quale spero possiate basarvi nel fortunato caso in cui doveste organizzare un piccolo itinerario in quest’area del Messico.

NB: le immagini, se viste in un momento di forte malinconia o astinenza da viaggi, potrebbero nuocere gravemente alla salute!

  1. PLAYA DEL CARMEN

Lo so, non è il tipico villaggio messicano ricco di tradizione, è più che altro una città da springbreakers... ma ragazzi, quei colori e quelle viuzze mi hanno letteralmente rapito il cuore! La Quinta Avenida, la via principale, è un trionfo di colori, di persone vivaci, di botteghe e di negozi; io sono stata ammaliata da ogni cosa, inclusa la lunghissima spiaggia. A proposito di spiaggia, non perdetevi lo spettacolo di danza maya al Parque Los Fundadores, dove 4 danzatori si calano letteralmente al ritmo di musica tradizionale da un palo di più o meno 20 metri. Se invece vi ritrovate a Playa per passare la serata all’insegna della fiesta, non rinunciate al celeberrimo Coco Bongo, il locale dove è stato girato The Mask per intenderci. Viene definita semplicemente (e spesso ingiustamente) come solamente una “discoteca”; in realtà è molto di più, è uno spettacolo fatto da artisti professionisti che renderanno la serata uno dei vostri più bei ricordi!

 

  1. CHICHEN ITZA

Se si parla di Yucatán, non ci si può dimenticare di nominare i Maya, popolazione talmente sviluppata da raggiungere le vette più alte del loro tempo. Furono scienziati, artistici, astronomi, e molto altro. A loro si devono alcune delle costruzioni più antiche e famose, tra queste Chichén Itzá, che non a caso fa parte delle 7 Meraviglie del Mondo Moderno. Proprio per la sua maestosità e importanza, mi sembra giusto che questo complesso abbia un articolo a parte, lo trovate qui: Alla scoperta di Chichén Itza.

  1. BIOSFERA DI SIAN KA’HAN

Da amante della natura e degli animali, ricordo ancora il momento in cui ho deciso che tra le cose imperdibili avrei inserito Sian Ka’Han, alla parola “biosfera” gli occhi si sono illuminati e non ho avuto dubbi, e menomale!

Sian Ka’Han è il luogo dove la natura è regina indiscussa e gli animali i protagonisti della scena, l’essere umano altro non è se non un muto spettatore. Normalmente l’escursione alla Biosfera prevede una parte in automobile per raggiungere Punta Allen, il piccolo villaggio interno alla biosfera dal quale ci s’imbarca sulle lance alla scoperta della natura. In condizioni normali qui è possibile fare snorkeling e vedere pesci caraibici meravigliosi, ma ovviamente, siccome la fortuna non è quasi mai dalla mia parte, causa mare torbido e possibili squali, ci è stato caldamente sconsigliato. Ad ogni modo, da qui è possibile partire alla scoperta di lagune dove piante, uccelli, coccodrilli e mangrovie rosse fanno da padrone (tra queste, abbiamo visitato la Laguna Nera, dove vivono i lamantini, a parer mio tra gli animali più belli del mondo!); tutto questo per arrivare poi alle famose “piscine naturali”, non è difficile immaginarne il motivo. Essere a largo, con l’acqua che arriva all’altezza della vita, il sole caldo sulla pelle. Sono ricordi impagabili che ti restano dentro. Una volta partiti dalle piscine naturali ci si dirige verso le zone in cui è possibile avvistare gli animali nel loro habitat naturale. Proprio perché si tratta di animali liberi, non è garantito che vengano avvistati ed è assolutamente vietato infastidirli in qualsiasi maniera. Ed ecco che mentre ascoltavo le raccomandazioni della guida e le norme di comportamento… un branco di delfini che comincia a saltare qua e là, entrando e uscendo dall’acqua per respirare. È stato meraviglioso, a distanza di due anni mi viene ancora la pelle d’oca al pensiero. E come se non bastasse, la natura ha voluto stupirci ancora una volta con l’avvistamento di una tartaruga marina gigante, la cui testolina usciva timidamente di tanto in tanto dall’acqua. Quando mai ho provato emozioni del genere?

  1. CENOTES

Il titolo è piuttosto vago, lo so, ma la verità è che solamente la penisola dello Yucatán ne conta più di 6 mila… come potevo essere più precisa?

I cenotes (= pozzo sacro, in lingua maya) sono grotte naturali d’acqua dolce che si sono formate con la caduta del tetto calcareo; ne esistono di sotterranei e “a cielo aperto”, come se fossero dei buchi sul suolo al di sotto dei quali si trova una meravigliosa piscina. Per i maya i cenotes erano la fonte principale d’acqua dolce, ma la loro particolare conformazione li legava anche ad aspetti religiosi, erano considerati infatti la porta d’accesso al mondo sotterraneo.

Quello nella foto è il cenotes Ik Kil, probabilmente il più famoso, che si trova nei pressi del complesso di Chichén Itzá. È un cenotes tondo e completamente a cielo aperto con scenografiche liane che pendono dall’alto… considerando che tra il suolo e il cenote sia sotto il suolo di 20 metri, immaginate quanto sia forte l’emozione! Mi raccomando, per un’esperienza completa non fatevi mancare un bel bagno in una piscina d’acqua dolce profonda 40 metri!

Come dicevo, di cenotes ce ne sono a migliaia, e altri tra i più famosi sono Dos Ojos, Azul e Cuzama… anche se in realtà la cosa più bella è scoprirli per caso durante un’escursione in auto!

  1. VALLADOLID

Questa piccola città è in realtà una gemma coloniale nella penisola dello Yucatán. Quella che si respira qui è un’atmosfera rilassata e pacifica, dove è possibile entrare in contatto con la vera tradizione messicana. Il centro della città è in corrispondenza del Parque Francisco Canton Rosado, al lato del quale si trova la Chiesa di San Servacio.

E ovviamente oltre a queste sole 5 cose ce ne sono migliaia ancora da vedere, come le rovine di Tulum e Coba, la metropoli di Cancún, Isla Mujeres e Contoy… e l’elenco è ancora lungo, se non infinito. Insomma in questo ‘pezzo di mondo’ la natura si è data un bel po’ da fare… io posso solamente dire che da quanto ho visitato in minima parte il Messico è come se mi fosse fiorito qualcosa dentro, qualcosa di forte.

Credo che tra tanti viaggi bellissimi, questo sia stato veramente quello che mi ha segnata più di tutti, quello che ogni giorno mi fa pensare “Questo è il paese dove vorrei vivere, devo tornarci, devo vedere tutto quello che manca”. Il Messico per me è stato un regalo.

Se ci siete stati, vi prego ditemi che non sono l’unica con questo “Mal di Messico” e raccontatemi la vostra esperienza!

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