Europa,  Italia

Trentino: All’insegna dell’avventura e non solo!

Il Trentino, terra piena di mele e meleti e quella perfetta brezza fresca del mattino. Un posto magico dove poter fare un sacco di attività, per tutte le stagioni! Noi ci siamo stati questa estate per una settimana, e all’alba di ottobre vi parlo di questa fantastica regione (scusate il ritardo).

La prima cosa che dovete assolutamente sapere se volete andare in Trentino e fare attività come rafting o visitare musei, potete farlo con degli sconti o addirittura gratis!

Esatto amici GRATIS, da non credere. E come si fa, vi starete chiedendo? Basta semplicemente munirsi di una GUEST CARD!

La Guest Card ti consente di entrare gratuitamente nei principali musei, castelli e parchi naturali, di usare liberamente i trasporti pubblici, di accedere a servizi esclusivi come visite guidate, salta-fila, degustazioni e molto altro.
Con Trentino Guest Card, potrai vivere esperienze turistiche per un valore di oltre 350€ a settimana. Per avere Trentino Guest Card non devi fare altro che prenotare un soggiorno di almeno due notti in uno degli hotel che aderiscono all’iniziativa. La Card, inclusa nel soggiorno, ti verrà consegnata in forma cartacea all’arrivo in hotel o spedita via mail, per darti la possibilità di registrarla sull’app Trentino Guest Card e utilizzarla anche prima di arrivare in albergo! Altrimenti è possibile acquistarla presso gli uffici turistici, al costo di € 40 per adulto in formula settimanale.

E dopo questa utilissima informazione partiamo con il nostro viaggio!

Bellissima la Val di Non, ancora oggi gli abitanti di questa valle non sono sicuri sull’origine del nome. Per qualcuno il nome deriva da Anaunia, nome di origine celtica legato alla popolazione degli Anauni, che nel tempo è mutata in Non. Secondo altri il nome Anaunia è di origine ebraica, in molti documenti medievali infatti, la zona è chiamata Anania e pare che il nome Non potrebbe derivare il suo significato direttamente dalla parola ebraica Nun (padre di Giosuè). Chi ha ragione? Ancora non si sa.

La Val di Non è ideale per chi vuole trascorrere vacanze lontane dallo stress e per chi cerca un paesaggio naturale, colline, boschi e laghi dislocati su un altopiano. I suggestivi paesi della valle, i castelli ed i santuari caratterizzano luoghi rimasti intatti dal punto di vista naturale ma anche fedeli alle tradizioni culturali.

Il paese

Noi alloggiavamo a Flavon, un comune di 532 abitanti della provincia di Trento, un piccolo e grazioso paesino, al centro del mondo, nel senso che da qui puoi raggiungere ogni destinazione a pochi km.

L’hotel

Il Garnì Vecchio Comune è un piccolo e accogliente hotel che si basa sulla formula del B&B e associato al Ristorante Centrale, un ristorante proprio sotto l’hotel, dove la specialità sono i Tortel di patate di cui vi parlerò dopo!

Hotel molto accogliente e pulito, e la proprietaria Veronika è una vera esperta del territorio e soprattutto super simpatica, un vero portento, ci ha consigliato un sacco di posti da visitare anche con qualche chicca! Il nostro soggiorno è stato davvero piacevole e 50 punti a Grifondoro per la colazione, (dovete assolutamente assaggiare la torta di mele)!

GIORNO 1

Dato che le cose da visitare in Trentino sono tantissime, appena arrivati siamo subito andati a visitare il Canyon Rio Sass, una bellissima esperienza, solo che nessuno ci aveva detto che era un percorso di due ore, con una lunga camminata (non voglio spaventarvi era una camminata molto piacevole in mezzo ai boschi solo che noi non avevamo pranzato, quindi il mio consiglio è quello di PRANZARE o fare MERENDA perché servono energie!)

Grazie alla nostra Guest Card abbiamo potuto visitare il Canyon assolutamente gratis!

ll canyon appartiene al territorio comunale di Fondo, taglia in due l’importante centro dell’Alta Val di Non. Dal 2001 è percorribile grazie a passerelle e scalette, per andare alla scoperta di acque vorticose, cascate e marmitte dei giganti, fossili, stalattiti e stalagmiti. Una guida preparata vi accompagnerà tra i meleti e i boschi, spiegandovi la storia di questa terra, la flora e la fauna fino ad arrivare al canyon per poi ritornare al punto di partenza, muniti di caschetto.

Un’esperienza indimenticabile da non farvi scappare! Per tutte le età.

Subito dopo abbiamo raggiunto Cles, il capoluogo della Val di Non per fare una buona merenda e per andare a visitare la terrazza panoramica con vista sul Lago di S. Giustina e Castel Cles. Dotata di panchine per riposare ed ammirare il panorama mozzafiato.

GIORNO 2

Sveglia alle 7, colazione abbondante e via come i bravi sportivi a fare kayak. Amici io sono una super principiante, negata in tutti gli sport, ma passatemi il termine è una figata pazzesca!

L’escursione ha una durata complessiva di circa due ore e mezza. Uno o più istruttori vi accompagnano e vi insegnano le tecniche base, tipo come tenere in mano la pagaia o come remare. Io e Fra non formavamo una bella squadra perchè diciamocelo, il kayak non è il suo sport, spero se ne faccia una ragione 😛 Ammetto che è stata dura, alla fine del giro non mi sentivo più le braccia però lo rifarei anche domani!

E’ possibile portare cellulari e videocamere, da custodire all’interno di un sacchetto impermeabile, oppure potete darli al vostro istruttore che terrà i vostri tesori all’interno di un’ampolla impermeabile, che a vostra richiesta aprirà e vi darà il cellulare per scattare bellissime fotografie!

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO
Pantaloncini corti o costume, t-shirt, cappellino, occhiali, ciabatte o scarpe da ginnastica.

L’organizzazione fornisce il giubbino di aiuto al galleggiamento ed un caschetto da indossare soltanto nei canyon, kayak singolo oppure a due o tre posti.

Portatevi un cambio.

Il ritrovo per l’escursione del mattino è alle ore 9.00 oppure nel pomeriggio alle ore 13.30 presso lo chalet al lago chiamate almeno un giorno prima perché i posti scarseggiano!

Grazie alla nostra Guest Card abbiamo avuto un bello sconto e all’interno del prezzo avevamo anche un panino e una bibita.

Ho visto posti incontaminati, il marrone della roccia si rifletteva perfettamente nel verde del fiume e le gole sporgenti e strette sembravano così imponenti da fare quasi paura per la loro bellezza.

E dopo aver mangiato il nostro panino ed esserci asciugati per bene al sole abbiamo preso i nostri zaini in spalla per andare a visitare il Santuario di San Romedio.

ll modo più suggestivo per raggiungere il Santuario è sicuramente attraverso l’itinerario nella roccia realizzato sul tracciato di un antico canale irriguo ottocentesco che parte dal Museo Retico di Sanzeno. Il percorso è facile e pianeggiante, ideale per grandi e piccini (dura all’incirca 40/45 minuti), inserito in una splendida cornice naturale.

Occhio alla testa! Si perché essendo scavato nella roccia a volte bisogna abbassarsi! Il panorama è immenso e tu ti senti una piccola formica, un posto quasi magico distaccato dal tempo. Passo dopo passo, si arriva a destinazione senza neanche accorgersi.

Il santuario è un complesso formato da ben cinque chiesette sovrapposte, costruite in epoche diverse. Nella chiesa superiore si trovano le reliquie e la grotta del santo, mentre alla fine dei 131 scalini potete affacciarvi su un piccolo terrazzino con vista sullo strapiombo sottostante.

LA LEGGENDA

Nell’iconografia popolare, l’orso è collegato a San Romedio. La leggenda narra che il Santo decise di andare a Trento per portare un ultimo saluto al Vescovo Virgilio, e pertanto, incaricò uno dei suoi discepoli di sellargli il cavallo per il viaggio. Poco dopo il discepolo tornò terrorizzato e raccontò a San Romedio che un orso stava sbranando il cavallo. Il Santo non si scompose e ordinò che fosse sellato l’orso. Quando il discepolo si avvicinò all’animale, questi si adagiò docile a terra e si fece sellare. Si racconta quindi che San Romedio raggiunse la città di Trento in groppa all’orso.

C’è veramente un orso!

Dal 1958 in un’area verde molto vasta, proprio ai piedi del Santuario di San Romedio, viene ospitato un orso. Il primo orso, Charlie, venne donato dal barone Giacomo Gallarati Scotti, che lo portò via da un circo. L’Ordine di San Romedio fu creato con lo scopo di fornire un ricovero agli orsi mai vissuti in libertà, che se rimessi nell’ambiente naturale, non sarebbero in grado di sopravvivere autonomamente. Oggi, l’orso che viene ospitato in questa area protetta si chiama Bruno. Bruno fu liberato dagli agenti della forestale di Roma da una situazione di cattività: un privato lo aveva acquistato illegalmente, facendolo esibire come fenomeno da baraccone nelle fiere. Oggi Bruno è felice e si aggira nel bosco recintato, purtroppo non si fa vedere spesso è molto timido ma sappiamo per certo che sta bene!

GIORNO 3

L’incantevole lago di Tovel detto anche Le Maldive del Trentino!

Appena lo vedrete rimarrete a bocca aperta! Uno specchio d’acqua smeraldo su cui si specchiano le montagne. L’acqua è freddissima, infatti sono pochi i temerari che riescono a fare un bagno. Noi siamo arrivati prestissimo e non c’era ancora nessuno, la pace dei sensi.

Nel periodo estivo l’accesso al lago si effettua mediante servizio di bus navetta da Cles, da Tuenno oppure dal parcheggio in località “Capriolo”. (potete utilizzare la vostra Guest Card). Noi siamo arrivati lì in macchina, ed essendo arrivati molto presto i parcheggi erano vuoti (che fortuna).


LA LEGGENDA DEL LAGO ROSSO DI TOVEL
Il lago di Tovel era famoso in tutta Italia e in Europa almeno fino agli anni ’60 per un particolare fenomeno di arrossamento delle acque che si ripeteva regolarmente ogni estate probabilmente a causa di un’alga. Oggi, purtroppo, questo spettacolo naturale non accade più.

Il Lago è anche punto di partenza per svariate escursioni, tra cui la salita alla Malga Tuena, da cui si gode di una splendida vista sulle Dolomiti di Brenta.

Ormai era quasi ora di pranzo, così abbiamo deciso di incamminarci verso questa nuova avventura. Il sentiero dal lago di Tovel è il 309 e ci si mette più o meno un’ora e mezza, e fin qui tutto bene. Dopo quasi 2 ore e mezza eravamo in cima, a 1750 m di altitudine, uno spettacolo, si ragazzi ma che fatica! Premetto che non ero allenata e ho fatto molta ma molta fatica, il sentiero era abbastanza ripido, non lo dico per giustificarmi ma anche Fra non era bello arzillo una volta arrivati (lui fa nuoto due volte a settimana ed è magro). Però ragazzi avevo solo un pensiero in mente, che mi ha dato forza e coraggio, ho combattuto tafani che mi pungevano le chiappe, ho visto persone anziane superarmi e dirmi “buongiorno”senza affanno, non sentivo più le gambe ma…i canederli mi stavano aspettando! Questa è stato l’unico pensiero che non mi ha fatto arrendere e quindi niente ho usato tutte le energie che avevo in corpo per affrontare questa interminabile camminata, e poi, la luce in fondo al tunnel, “Benvenuti in Malga Tuena”.

A parte gli scherzi amici, sì, ho fatto fatica, ma voi siete sicuramente più allenati di me quindi non avrete problemi, poi è anche una piacevole passeggiata in mezzo ai boschi, in salita, ma piacevole.

Bando alle ciance il panorama era spettacolare e dopo un po’ di attesa eccoli li, il tris di canederli imbevuti nel burro, e visto che non ci facciamo mai mancar nulla anche un ottimo tagliere di formaggi con l’aggiunto di prosciutto crudo, tutti prodotti della casa. Inutile dirvi quanto fossero buoni, ma con quella vista e a quell’altezza tutto diventa più buono, ma quel tagliere e quei canederli erano buoni davvero!

La discesa è stata più semplice, ma con la pancia piena tutto è più facile 😛

Tornati in albergo eravamo stanchi morti così abbiamo deciso di fermarci al Ristorante del Centro associato con il nostro hotel e ovviamente abbiamo provato i Tortel di patate il tipico piatto della Val di Non a base di un impasto di patate crude grattugiate grossolanamente fritto nell’olio. Serviti con formaggio, salumi, carne salada e verdura (fagioli con o senza cipolla, cavolo cappuccio tritato finemente, insalata) un vero capolavoro e sicuramente molto sostanzioso!

GIORNO 4

Pronti per il Rafting! Il Rafting è una discesa fluviale su un particolare gommone chiamato raft. Per fare Rafting ci siamo spostati in Val di Sole, in riva al fiume Noce

ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

Costume

Scarpe da tennis

Ricordatevi di portare un cambio, anche per le scarpe e un accappatoio!

All’interno della struttura troverete lo spogliatoi con docce calde, servizio custodia valori, ampio parcheggio e ovviamente servizio fotografico della vostra avventura! Gli addetti vi daranno una tuta in neoprene della vostra misura, un caschetto, il salvagente e un giubbotto anti vento.

Partiamo!

Una navetta ci ha portato in uno spiazzo, qui l’istruttore ci ha insegnato i comandi base, per ogni gommone ci stanno 6 persone più l’istruttore, caschetti in testa e pronti per questa nuova avventura. Il percorso dura circa 2 ore e mezza tra trasporti e discesa, è adrenalina pura! Noi abbiamo fatto il percorso Adrenalina, ma c’è anche quello per famiglie! La cosa interessante è che a metà del percorso ci siamo fermati su una “spiaggetta” e ci hanno fatto scendere dal gommone, qui ci hanno insegnato le tecniche di sopravvivenza nel caso un giorno ti ritrovi in un fiume in preda alla corrente, a parte l’acqua freddissima, quello che devi fare è metterti a pancia in su, braccia aperte punta dei piedi verso valle e lasciarti trasportare non devi fare resistenza. Ammetto che ho avuto paura non mi sono mia trovata in questa situazione ma sicuramente è un insegnamento utile. Peccato che il letto del fiume è pieno di massi e sassi e io mi sono portata a casa un bel livido grosso come la mia mano sulla chiappa destra, ma questa è un’altra storia.

Appena finito il percorso, la stessa navetta di prima ti riporta al punto di partenza e non vedi l’ora di farti una bella doccia calda un po’ perché hai freddo ma allo stesso tempo hai sudato come un matto (evviva bruciamo calorie :P)

Al ritorno potrai acquistare il servizio fotografico che ti hanno fatto per tutto il percorso ad un prezzo di 15 euro se non erro.

Anche in questo caso grazie alla Guest Card abbiamo avuto uno sconto ma non esorbitante, prenotate anche qui almeno un giorno prima!

Dopo aver pranzato con un toast siamo andati a visitare il Castel Thun, non poteva mancare la visita ai famosi castelli del Trentino. Raggiungibile in macchina e poi con una comoda navetta.

Dopo un lungo periodo di restauro, Castel Thun è stato aperto al pubblico nell’aprile del 2010. Il maniero è ora uno dei complessi museali più importanti dell’intero arco alpino.

Storia del castello

Il maniero sorge in cima al colle sopra il paese di Vigo di Ton. Costituito da torri, mura, bastioni e fossato, deve l’attuale aspetto alle modifiche intraprese nel Cinquecento e nel Seicento. Al 1566 risale la Porta Spagnola attraverso la quale si accede al ponte levatoio e al primo cortile, costruita in stile moresco. L’ambiente più famoso è la secentesca Stanza del Vescovo, interamente rivestita di legno di cirmolo, con soffitto a cassettoni e stufa in maiolica.

Entrata libera con Guest Card! Assolutamente da visitare!

GIORNO 5

Trento e il Castello del Buonconsiglio.

Il Castello del Buonconsiglio è uno degli edifici più conosciuti di Trento e uno tra i maggiori complessi monumentali del Trentino-Alto Adige.

Oggi i diversi ambienti del castello ospitano le collezioni provinciali d’arte, suddivise nelle sezioni d’archeologia, d’arte antica, medievale, moderna e contemporanea. Io sono rimasta affascinata dai soffitti, se vi capita di andare, ogni tanto alzate lo sguardo perché la loro maestosità è qualcosa di indescrivibile.

Curiosità: La Torre Aquila

La torre risale al XIII secolo. Le pareti interne presentano il ciclo dei dodici mesi, commissionate dal principe vescovo Liechtenstein, tuttavia il mese di marzo è andato perduto in un incendio, essendo stato dipinto su una scala a chiocciola di legno. Questi affreschi descrivono la situazione economica, sociale e politica del Trentino tra il 1300 e l’inizio del secolo successivo.

L’entrata con Guest Card è gratuita, Torre Aquila 2 euro, ne vale la pena. Ovviamente, poi è d’obbligo perdersi nelle viettine di Trento, una città meravigliosa, piena di cultura.

GIORNO 6

Wine trekking. Lo avete mai fatto? Anche per noi è stata la prima volta, siamo stati ospitati da Silvia e Pietro i proprietari della Cantina Laste rosse, che ogni tanto organizzano eventi e in particolare questo wine trekking, alla scoperte delle loro vigne, della loro terra e soprattutto della loro cantina. Una camminata rilassante al chiaro di luna (purtroppo noi non abbiamo scelto la serata giusta perché non c’era la luna ma dei brutti nuvoloni) a parte questo è comunque stato interessante sentire Silvia parlare della sua terra e soprattutto ci ha trasmesso l’amore per il suo territorio e per quello che fa insieme al marito. Ogni singola bottiglia è curata, alcune persino confezionate a mano. Ovviamente non poteva mancare un assaggio dei loro vini, abbiamo assaggiato un ottimo Gewürztraminer e un buon primo, gli strangolapreti!

Anche qui se riuscite chiamate qualche giorno prima appena sapete dell’evento perché i posti sono limitati.

Purtroppo dopo questa avventura, ahimè, mi sono ammalata e ho avuto la febbre alta per due giorni, forse non sono abituata a tutta questa attività fisica 😛 Ci mancavano ancora delle attività da fare ma purtroppo ero senza forze e Francesco è rimasto al mio fianco a mettermi una pezza bagnata sulla fronte, dai è stato carino 😛

Questo vuol dire solo una cosa…che dobbiamo assolutamente tornare in Trentino per fare il giro in mountain bike, vedere un altro Canyon, andare a cavallo, mangiare, mangiare e ancora mangiare e ovviamente tantissime altre cose! Il Trentino è una terra splendida con tante opportunità, spero di tornarci presto.

E voi ci siete stati? Che attività avete fatto? Amate l’avventura o il relax? Fatecelo sapere con un commento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *