Europa,  Italia,  Viaggi

48 ore di fuga: cosa vedere (e mangiare) a Napoli in due giorni

“Napoli non è una città, è un mondo” dice Marco Masini, e noi non possiamo dargli torto dopo aver passato poco meno di 48 ore nella città partenopea.
Tutto è nato dal desiderio di realizzare una piccola fuga all’insegna del buon cibo, così, alla prima occasione “Ale, ti porto a mangiare la vera pizza napoletana!”.
Napoli è una città storica, un mix di cultura greca, romana, spagnola unito ad un folklore che la rendono davvero unica.

 

In 48 ore è praticamente impossibile vedere tutto, ma noi abbiamo fatto del nostro meglio per vedere quante più cose possibile, via!

Dopo un brevissimo volo Milano – Napoli, abbiamo subito raggiunto il nostro alloggio per la notte, il B&B Museum, in taxi (col senno del poi avremmo preso il comodissimo Alibus direzione Piazza Garibaldi); ad accoglierci abbiamo trovato il gentilissimo Marco che molto pazientemente ci ha munite di cartina e ci ha mostrato un’ipotesi di itinerario per la nostra breve vacanza e i luoghi imperdibili a Napoli… pizzerie comprese!
Il B&B si trova in una posizione eccellente, a 150m dalla fermata della metropolitana Museo e a 10 minuti a piedi dal centro storico. Le camere sono pulitissime e davvero carine, se dovessimo tornare a Napoli alloggeremo probabilmente ancora qui!

Ed ora, bando alle ciance, via con il nostro itinerario su cosa vedere (ma soprattutto cosa mangiare) a Napoli in due giorni!

GIORNO 1:

SPACCANAPOLI
Su suggerimento di Marco, vista l’ottima posizione di partenza ci siamo dirette subito verso la famosa Spaccanapoli, ovvero il decumano inferiore che taglia la città esattamente in due parti (per l’appunto “Spacca-Napoli”).
La Spaccanapoli è la via lunga più di un kilometro che collega i famosi Quartieri Spagnoli al Quartiere Forcella, un budello stretto stretto in cui i napoletani convivono più o meno pacificamente, costellato di chiese, palazzi, piccole botteghe. I profumi, i rumori e tutto quello che vi circonda vi farà sentire sulla pelle la vera Napoli, quella quotidiana.
Giacchè vi trovate sulla Spaccanapoli, vi consigliamo di fare una prima tappa da Scaturchio (uno storico caffè napoletano) per una riccia e un buon caffè, per accumulare le energie per la mattinata.

NOTA BENE
A Napoli esistono 3 distinzioni: sfogliatella riccia, sfogliatella frolla e coda di aragosta (o aragostella). La riccia e la frolla sono identiche per quanto riguarda la farcitura (ricotta e canditi) mentre quello che le distingue è l’esterno: se infatti la riccia è  a forma di conchiglia e con tantissimi strati croccanti di pasta sfoglia, la frolla ha una forma tonda e per l’appunto, di pasta frolla.
L’aragostella è quella invece caratterizzata da ondine simili a quelle della riccia, ma si presenta con una forma più allungata simile alla coda di un’aragosta.
E occhio a non confonderle! Non fatevi sentire da un napoletano che usate i termini sbagliati!

SAN GREGORIO ARMENO
Percorrendo la Spaccanapoli troverete sulla vostra sinistra Via San Gregorio Armeno, meglio nota come “la via dei presepi”. Si tratta infatti di una piccola via che da entrambi i lati è costeggiata da botteghe di artigiani che fanno quasi a gara per costruire le statuette del presepe dei personaggi famosi, con il rischio quindi di vedere Fedez e Chiara Ferragni vicino ai Re Magi oppure Donald Trump accanto a due pastorelli.

VIA TRIBUNALI
Terminata Via San Gregorio Armeno, si sbuca direttamente in Via dei Tribunali, via famosa per ospitare un grandissimo numero di pizzerie… quella sera stessa noi l’abbiamo percorsa 4 o 5 volte prima di scegliere dove mangiare.

CAPPELLA DI SAN SEVERO
Nelle vicinanze di Via dei Tribunali si trova la Cappella di San Severo, un luogo che ammettiamo di non aver incluso nel nostro itinerario inizialmente, ma a detta di molti era davvero una tappa irrinunciabile… ed è vero! Pagando il biglietto di ingresso da 7€ è possibile assistere alle bellissime opere d’arte che conserva al suo interno, prima tra tutte il Cristo Velato di Sanmartino.

MONASTERO DI SANTA CHIARA
Il Monastero di Santa Chiara è una sorta di locus amoenus all’interno di una Napoli caotica e il suo punto forte è il bellissimo chiostro decorato da maioliche risalenti al ‘700, tutte fatte a mano. Nel biglietto d’ingresso, dal costo di 6€, è inclusa la possibilità di visitare il museo annesso.

Seguendo il nostro itinerario, è impossibile che arrivati a questo punto non sentite una…emh… fame logorante! Quindi, siccome ci si trova vicino ai Quartieri Spagnoli, non è possibile non provare la famosissima Trattoria da Nennella, dove il folklore napoletano fa da padrone.

Il servizio è veloce, rumoroso, napoletano…e BUONO! Io ho ordinato due grosse polpette al sugo e delle melanzane alla griglia, Ale un bel piatto di spaghettoni col pomodorino fresco…e insieme una mozzarella impanata da dividere 😀


Di solito per me vige la regola “non mangiare le polpette al di fuori di casa tua”, ma queste erano buonissime! Gli spaghetti erano al dente al punto giusto e i pomodori saporitissimi. Dobbiamo commentare la mozzarella impanata!? A Napoli!? La patria di crocchè e frittini?!

QUARTIERI SPAGNOLI
Uscite da Nennella eravamo nei pieni Quartieri Spagnoli, e non potete perderveli. La loro nascita risale al periodo in cui Napoli era sotto la dominazione spagnola e da qui anche il loro nome. “Sono pericolosi” vi diranno tutti. Noi pensiamo che non lo siano né più né meno di qualsiasi altra zona, basta girare sempre con le dovute accortezze e magari tenere gli occhi bene aperti quando sfrecciano i motorini 😛 


La verità è che sono lo specchio di Napoli, sono la sua unicità, sono i panni colorati stesi nei vicoletti, sono il profumo di sugo che esce da una finestra e inebria la strada. Per noi ne vale la pena.

VIA TOLEDO
Dai Quartieri Spagnoli si accede direttamente a Via Toledo, la via dello shopping, delle vetrine…e dello street food, che chiaramente ci chiamava a gran voce molto più di scarpe e borse! Qui, una sfilza di pizze a portafoglio, pizze fritte, dolci, cuoppi… Noi siamo state bravissime e in vista della cena abbondante ci siamo arrese a una “nuvola” di Casa Infante, la catena di dolci napoletani. Il piccolo scrigno simile a una brioches ripiena di crema al latte e panna era proprio leggera come una nuvola sulle papille gustative, non poteva esistere nome più azzeccato!

GALLERIA UMBERTO I
Proseguendo su Via Toledo verso il mare, ci si imbatte sulla sinistra in Galleria Umberto I che – per chi ci è stato – è davvero molto simile alla Galleria Vittorio Emanuele di Milano, è solo più corta.

PIAZZA DEL PLEBISCITO
La piazza sulla quale si affacciano alcuni dei monumenti più importanti di Napoli è meta fissa per i turisti e un punto di incontro per i napoletani. Una volta qui, non potete fare anche voi il gioco dell’orientamento! Consiste nell’attraversa la piazza ad occhi chiusi dall’entrata del Palazzo Reale fino ai due cavalli dall’altra parte… attenzione, non si sa il perché, ma si finisce sempre per girare intorno!

A questo punto è ora di dedicarsi alla nostra meta principale, quella che ci ha spinto a fare Milano-Napoli.. Pizzaaaaa! In tanti ci consigliavano il famosissimo Gino Sorbillo, con ristoranti anche a New York e Milano (che ovviamente abbiamo provato)… ma il fatto che ci sia sempre coda dalle 18:30 non ci ha invogliate particolarmente! Altra alternativa la Pizzeria Da Michele (anche questa con punto a Milano), ma con altrettanta coda. Eravamo certe che non fossero le uniche pizzerie degne di essere provate! Alla fine la nostra scelta è ricaduta sulla Pizzeria Di Matteo, e quanto siamo state felici di averla scelta! Quando siamo arrivate il locale era pieno, ma per fortuna non abbiamo dovuto attendere e ci siamo sedute subito. La location è molto modesta e senza fronzoli, ma a noi non interessava, eravamo lì per mangiare! Per preparare lo stomaco abbiamo preso una buonissima frittatina di pasta alla quale abbiamo fatto seguire io una Margherita Campania Felix, una pizza premiata, e Ale una Margherita con melanzane a funghetto. Meraviglia delle meraviglie, ce le siamo spazzolate e siamo uscite di lì con un sorriso a 59 denti.

GIORNO 2
Il secondo giorno sapevamo di aver poco tempo, quindi dopo una prima colazione in hotel (e una seconda al bar, a base di aragostella con la panna) abbiamo preso la metropolitana verso Toledo per avvicinarci al mare e vedere la famosa fermata della metropolitana premiata come Stazione più bella d’Europa.

MASCHIO ANGIOINO
Ripartendo da Via Toledo e scendendo verso il mare, si arriva direttamente al cospetto del Maschio Angioino, lo storico castello medioevale e rinascimentale direttamente sul mare. Acquistando il biglietto da 6€ è possibile entrare e osservare i gioielli che custodisce.

CASTEL DELL’OVO
Continuando sul lungomare, ci si imbatte in Castel Dell’Ovo, il castello più antico della città. Una fantasiosa leggenda fa risalire l’origine del nome all’uovo che Virgilio nascose nei sotterranei; tale uovo è nascosto e al sicuro, poiché proprio da quello dipendono le sorti di Napoli e dei napoletani. Il castello si può visitare gratuitamente e offre una bellissima panoramica sul Golfo di Napoli.

LUNGOMARE CHIAIA
Dal castello è possibile proseguire sul lungomare per una passeggiata, ammettiamo che non ci abbia entusiasmato, ci è sembrato un po’ spoglio. Sicuramente è di maggiore fascino il quartiere Chiaia.

VOMERO
Da Chiaia è possibile raggiungere tramite funicolare (biglietto 1.10€) il Vomero, quartiere collinare che vanta la caratteristica di essere piuttosto agiato. La differenza dal centro storico è palpabile, consigliamo di visitare Castel Sant’Elmo e Villa Floridiana.

Per pranzo avevamo un desiderio inseguito da qualche mese via Instagram, e siamo riuscite a realizzarlo! Gelatosità! Stuzzicante gelateria e non solo che ci ha deliziato con dei grassissimi coni, al kinder bueno per me e al pistacchio per Ale.

A questo punto le ore a nostra disposizione stavano terminando e abbiamo pensato di sfruttarle… mangiando ancora!

Una bella merenda a base di sfogliatella frolla per me e un cuoppo di mare per Ale.

Non ci credo che non sapete cosa sia il cuoppo, ad ogni modo, si tratta di un cono di carta riempito di fritti e frittini… crocchè, fritti di mare, frittatine di pasta. Da leccarsi i baffi!

E così si è conclusa la nostra fuga napoletana. Siamo rimaste entrambe colpite, perché è questo che fa Napoli, ti colpisce; con il suo essere indomabile, con le persone, con il calore.

Potremmo dire che Napoli è melodia, è colori, è tante cose… sicuramente ha anche aspetti meno luminosi che tutti conosciamo, ma se non li avesse, non sarebbe Napoli.

 

PS: abbiamo in sospeso una pizza fritta e una pizza a portafoglio!

 

Voi ci siete stati? Avete solo mangiato o avete fatto una gita culturale!? Fatecelo sapere e scriveteci se anche voi avete qualche cosa in sospeso!

 

12 Comments

  • Roberta Isceri

    Napoli è l’ombelico d’Italia, secondo me. Sono felice che, ultimamente, il suo fascino sia accettato da molte persone. In passato, erano i pregiudizi a farla da padroni. Napoli è caos, creatività, eccellenze culinarie, arte, cortesia, eleganza d’altri tempi. Alcuni dei punti visitati da voi mi mancano ma rimedierò!

  • Claudia

    Mamma che fame che mi hai fatto venire con questo post. Napoli è bellissima ma si mangia talmente che bene che viene voglia di partire solo per mangiare la vera pizza napoletana e io andrei già solo per l’aragostella….

    • mordiefuggi

      ahahahahaha claudia siamo più che d’accordo! Noi siamo scese principalmente per quello infatti… poi la città è stata bellissima da visitare ovviamente 😛

  • Rocio

    Avendo una grossa nostalgia del cibo quando ci siamo venuti abbiamo mangiato tanto ma ci siamo fatti un bel giro anche. Comprendendo pure Pompei!! Da tornarci, adoro Napoli!!

  • Raffaella

    Credo che Napoli sia la città che più mi ha sorpresa rispetto alle aspettative che avevo prima di iniziare il viaggio. Napoli è davvero un universo meraviglioso e la cucina napoletana rappresenta a perfezione la vivacità di questa città. Ho provato gli stessi ristoranti che hai provato tu (più qualche altro) e ne sono rimasta davvero soddisfatta. A volte penso che prenderei un aereo solo per andare a mangiare una vera pizza e un babà. Prima o poi lo farò!

    • mordiefuggi

      Purtroppo abbiamo avuto meno di 48h, per questo abbiamo mangiato “”””così poco”””” ahahahah!! ti diciamo solo che il tutto è nato per la voglia di una pizza napoletana 😛

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *