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5 giorni in Israele: cosa fare tra Tel Aviv, Gerusalemme e Mar Morto

“È pericoloso,  ma dove  te  ne vai?”.

Questa  è  solo una  delle  tante frasi  tipo  che mi  sono  sentita dire  quando  raccontavo entusiasta  di  aver prenotato  i  biglietti aerei  per  andare in  Israele.  C’è da  dire  però che  in  questo caso  non  si trattava  di  uno dei  miei  soliti viaggi  in  solitaria, bensì  di  un viaggio  alla  scoperta delle  mie  origini, per  andare  a trovare  la  parte della  mia  famiglia che  da  diversi anni  vive  tra Tel  Aviv,  Gerusalemme e Hadera. 

Israele  è  la terra  dei  contrasti. Contrasti  di  colori, dall’ocra  del  deserto di  Gerusalemme  ai colori  accesi  del mercato  Sarona;  contrasti di  profumi,  dall’odore speziato  della  paprika nelle  strade  al profumo  di  mare; contrasti  di  edifici, dai  grattacieli  sul lungomare  di  Tel Aviv  alle  case quasi  fatiscenti  delle periferie…dovunque, contrasti.  Che  insieme però  riescono  a trovare  un  loro equilibrio  facendoti  innamorare di  quello  che vedi. Per  raggiungere  Israele in  realtà  non ci  sono  numerose alternative,  sono  davvero poche  le  compagnie aeree  che  collegano Milano  a  Tel Aviv  con  voli diretti,  bisogna  fare attenzione  alla  vecchia e  cara  Ryanair e  vedere  se propone  qualche  tariffa vantaggiosa.

 

Ecco quindi di seguito il mio personalissimo itinerario di 5 giorni nella bellissima Israele.

GIORNO  1:  HADERA 

La  mia  prima tappa  della  durata di  un  giorno (direi  quasi  per fortuna)  è  stata nella  città  di Hadera,  nella  parte nord  di  Israele. Il  motivo  della visita  di  questa città  è  stato puramente  familiare,  pertanto, a  meno  che non  vogliate  ritrovare la  stessa  atmosfera di  Cinisello  Balsamo, potete  tranquillamente  passare oltre.  Hadera  è una  cittadina  tranquilla, senza  grandi  pretese e  un  piccolo centro  composto  da un’unica  via  principale. Nella  parte  settentrionale  del paese  vi  consiglio invece  di  visitare Haifa,  la  bellissima città  famosa  per i  suoi  giardini pensili oppure di spingervi fino a Tiberiade.

GIORNO  2:  TEL AVIV  –  BAT YAM 

Il  secondo  giorno ci  siamo  finalmente spostati  verso  il cuore  pulsante  di Israele:  Tel  Aviv (ad  onor  del vero,  devo  dire di  aver  alloggiato a  Bat  Yam, a  circa  4km). Appena  arrivati  a Bat  Yam  e dopo  essere  stati accolti  dai  calorosi parenti,  ci  siamo avventurati  alla  scoperta della  The  Big  Orange (la  Grande Arancia,  in  risposta alla  Grande  Mela statunitense).

Ma cosa vedere a Tel Aviv? Noi siamo partiti dalla scoperta di Old  Jaffo, anni fa antico porto commerciale della città e oggi reticolo di negozi, mercanti e bancarelle; è famosissimo  il  suo Flea Market (mercatino  delle pulci),  dovete  assolutamente visitarlo!  Potrete  trovare davvero  di  tutto, dai  comuni  souvenirs a  particolarissimi  oggetti d’arredo,  vestiti, borse… e anche carinissimi bar e locali dove fare uno spuntino, come ad esempio il Cafè Puaa.  Ricordatevi  che in  questo  mercato la  parola  d’ordine è:  CONTRATTARE!  Quasi tutti  spareranno  prezzi allucinanti,  e  considerando che  lo  sqhel non  abbia  un cambio  particolarmente  favorevole con  l’euro,  siete autorizzati  a  trattare!

Da  lì,  dopo aver  attraversato  la Piazza  dell’Orologio,  che  vi  consiglio di  vedere,  anche voi  potrete  spostarvi a  piedi  verso il  lungomare  di Tel  Aviv  e ammirare  il  bellissimo panorama  che  affaccia sullo  skyline  della città,  dove  non esistono  case  fatiscenti o  le  notizie che  sentite  ai telegiornali.

Dopo  aver  percorso pochi  passi  sul lungomare  di  Tel Aviv,  vi  troverete sulla  destra  un piccolo  complesso  chiamato Old  Train Station (HaTachana),  la vecchia  stazione  di treni  che  oltre ad  esporre  una reale  carrozza  che trasportava  persone  da Tel  Aviv  a Gerusalemme  (NB: per percorrere 55km impiegava 6 ore),  oggi  ospita diversi  piccoli  negozietti all’aperto  e  ristorantini.

Se eventualmente la fame  cominciasse  a far  brontolare  il vostro stomaco,  potreste  fermarvi ad assaggiare  quello  che viene  definito  miglior  gelato di  Tel  Aviv da  Anita,  la  mamma del  gelato.    Non abbiamo  provato  altre gelaterie,  ma  sicuramente la  descrizione  non è  poi  così sbagliata.  C’era  una scelta  di  gusti vastissima,  le  porzioni erano  abbondanti  e i  sapori  erano ben  definiti  sulle papille  gustative.

GIORNO  3: GERUSALEMME

Non  potete non  dedicare  almeno un  giorno  alla Città  Santa,  alla città  che  è il  crocevia  delle religioni  più  importante al  mondo. Che si  sia  praticanti, completamente  atei,  o che  si  appartenga a  una  qualsiasi religione,  non  si  può  rimanere indifferenti  una  volta varcata  la  soglia della  Città  Santa.

Da  Tel  Aviv è  possibile  raggiungere Gerusalemme  in  bus o  in  treno, io  ho  optato per  il  bus poiché  con  il treno  avrei  dovuto effettuare  un  cambio, e  visto  che la  città  dista già  un’oretta,  ho preferito  evitare  di perdere  tempo  con le  coincidenze. Il  bus vi  lascerà  nella stazione  bus  centrale di  Gerusalemme,  che si  trova  in un  centro  commerciale.

A  questo  punto avrete  due  opzioni: partecipare  ai  tour organizzati  che  vi  vengono  proposti dalle  diverse  agenzie, oppure  pianificare  privatamente il  tutto,  cosa che  abbiamo  fatto noi  con  un tassista  di  nome Moses  –  un collaboratore  dell’ufficio  informazioni –  che  si è  proposto  di farci  da  guida  per una  cifra  irrisoria rispetto  a  quella richiesta  dagli  altri tour.

Il  nostro itinerario  personalizzato, proposto da Moses,  prevedeva tutte  le  tappe principali  di  Gerusalemme e  anche  un paio in  più:  il Mar  Morto  (che avremmo  dovuto  visitare l’indomani)  e  il fiume  Jordan.  Ma veniamo a cosa vedere nel dettaglio:

Il Monte degli Ulivi è il luogo dove si ritiene si sia ritirato Gesù prima di essere prelevato dai Romani, e il Monte Scopus, che si trova leggermente più a nord, è il luogo che vi offre il più bel panorama dall’alto di tutta Gerusalemme; da lì infatti si vedono le più belle moschee, chiese e basiliche della città.

Il luogo più affascinante e che non potete assolutamente perdere è sicuramente il Muro del Pianto, Kotel, la porzione di Muro Occidentale rimasta dal Tempio di Gerusalemme.

Il Muro del Pianto secondo la religione ebraica è il luogo più sacro di tutti, dove i fedeli si riuniscono per chiedere a Dio la riunione di tutti gli ebrei in Terra Santa e la venuta del Messia; l’intera porzione di muro è divisa in due aree, una dedicata agli uomini e l’altra alle donne.

Curiosità: si chiama Muro del Pianto ma non perché i fedeli piangono veramente, bensì per i movimenti avanti e indietro del capo nel recitare le preghiere.

Se non volete rimanere troppo “incastonati” all’interno della sfera religiosa, un consiglio che posso darvi è quello di fare una passeggiata sulle mura di Gerusalemmeper osservarla da fuori, partendo dalla Porta di Jaffa fino a raggiungere una delle altre porte della città: Porta di Erode, Porta Nuova, Porta dei Leoni, Porta del Letame e Porta Sion.

Tra le caratteristiche di spicco di Gerusalemme, c’è sicuramente il suo essere un insieme di diverse religiosi che coesistono (a volte più, a volte meno) e questo aspetto si riflette perfettamente nei mercati che vi consiglio di visitare: il mercato arabo e il mercato ebraico. Il mercato arabo si trova esattamente accanto all’area del Muro del Pianto e lo descriverei usando la parola “caos”, oppure rumore. Centinaia di persone che vanno su e giù per la città alla ricerca dell’affare più conveniente, di un regalo o di una manciata di falafel da mangiare. Ammetto che non mi abbia fatto impazzire, mi è sembrato un qualsiasi mercato con il triplo della gente e oggetti non particolarmente appetibili. Di maggiore appeal è invece secondo me il mercato Mahane Yehuda, quello ebraico.

Mahane Yehudaè uno shuk ad oggi semi-coperto pieno di colori accesi, profumi inebrianti e tanto cibo! Frutta, verdura, dolci tipici, pesce… c’è di tutto! Per questo, per agevolare i vostri assaggi potete acquistare i biglietti per un tour culinario dai sapori tipici. Da provare! Altra nota positiva: è decisamente meno caotico del mercato arabo.

Sono due però i luoghi che purtroppo non ho potuto includere nel mio itinerario nella Città Santa a causa del tempo tiranno, ma che mi sono imposta di vedere al prossimo giro:

  • Yad Vashem, che non è solo il museo dell’Olocausto, ma il luogo dove ora si trovano più di 6milioni di anime;
  • Santo Sepolcro.

Gerusalemme è un luogo che ti tocca l’anima non appena poggi il piede a terra, ti entra dentro e ti mostra tutta la sua sacralità.

A circa 40km da Gerusalemme, ormai in Giordania, si trova il fiume Jordan, nominato sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento in quanto fiume in cui è stato battezzato Gesù; proprio grazie a queste motivazioni religiose è una famosa meta di pellegrinaggio. Oggi per i più credenti è possibile immergersi nelle acque del fiume per ripercorrere lo stesso percorso battesimale di Gesù.

…ecco, diciamo che le acque erano un pelino paludose, di una tonalità tendente alla marroncino/terra di Siena e quindi ho evitato di immergermi. Penso che ne sarei uscita con una famiglia di tenere sanguisughe e bestie addosso! Ma siccome porta fortuna, mi sono limitata a immergere una mano nelle acque del fiume.

Si può mai passare da Israele senza fare una tappa al Mar Morto? Chiaramente NO! Ecco, nel nostro caso la tappa non era minimamente prevista in quella giornata, quindi eravamo senza costume, ciabatte, cambio, asciugamano.. non fate come noi. Siate organizzati, vi prego.

Il Mar Morto, che è in realtà un lago non avendo emissari, si trova nel punto più basso della terra, a circa 415m sotto il livello del mare. A causa della forte evaporazione dell’acqua la salinità del mare raggiunge livelli esponenziali e per questo non è possibile nessuna forma di vita nelle sue acque.

…ma è anche proprio per questo motivo che il Mar Morto rende possibile la famosa “floating experience”, ovvero galleggiare in acqua senza nessun movimento o accenno a nuotata!

GIORNO 4: TEL AVIV

Tel Aviv è giovane e moderna, e mi ha colpito particolarmente perché è la città che non ti aspetti, completamente diversa da quello che si sente in televisione o che si immagina “per sentito dire”. È open-mind, è colorata, viva.

Partiamo dal presupposto che sicuramente non potete affrontare un’intera giornata in giro per Tel Aviv senza una buona e abbondante colazione, a questo ci pensa il Benedict (nuovo posto della vita, fa colazioni h24) che con i suoi pancakes, bagels, dolci e sandwich vi farà alzare dal tavolo FELICI.

Nota positiva aggiuntiva: il caffè ragazzi. L’unico vero caffè che ho bevuto in tutta Israele.

Dal Benedict, a poco più di 100m si trova la Sinagoga Maggiore, che potete visitare per un costo di 10 sqhel(circa 2€).

Carmel Market

È lo shuk (mercato) più grande di Tel Aviv, che ha aperto le sue porte nel 1920 e da allora è diventato un simbolo della città, uno dei must irrinunciabili.

È il mercato più famoso, brulicante di cibo, piccoli negozietti, botteghe di artigianato e tante specialità tutte da scoprire.

Lungomare di Tel Aviv

Dopo aver visto la periferia, mai – e dico MAI – mi sarei aspettata un lungomare così. Ragazzi sembrava di camminare sulla promenade di una città californiana, spiaggia lunghissima, palestre fronte mare e palazzi da fare invidia. 

Si susseguono spiagge bau friendly, gay friendly, spiagge libere… quindi, non vi resta che trovare la vostra e rilassarvi sotto il caldo sole israeliano, e magari rinfrescarvi con un bagno!

Yarkon Parc

Se avete voglia di “staccare” dalle tonalità ocra, sabbia e dal mare, ma volete invece immergervi nel polmone verde di Tel Aviv, una passeggiata allo Yarkon Parc è quello che fa per voi. Qui potrete circondarvi di natura e rilassarvi all’ombra di una palma… e magari, se anche voi siete fortunati, vedere qualche upupa!

…ok… tutto bello, ma per cena?

Una delle tipicità di Israele sono le famose “meze”, ovvero una selezione di piccoli antipastini che vengono servite nei ristoranti e di solito includono pietanze tipiche, come ad esempio hummus e falafel. Io ho provato quelle di “The Old Man and the Sea”, a Old Jaffo… ve ne portano VENTI!

Se invece di sedervi a tavola avete voglia di fare un vero e proprio tour culinario del mondo, quello che fa per voi è sicuramente il Sarona Market. Credo sia il mercato coperto più bello che io abbia mai visto. Sembra una boutique ora che ci penso, non un mercato!

GIORNO 5: TEL AVIV

L’ultimo giorno a Tel Aviv è stato riservato alla parte che secondo me è la più affascinante di tutta la città,  Old Jaffo, ma non quella che vi ho raccontato nei primi giorni, quella a cui si accede dalla Porta di Giaffa, vicino al porto, quella incastonata nelle mura antiche e che ti permette di respirare la storia della città. Quella che ogni angolo è una scoperta e vorresti vederli tutti. Quella che è storia. Quella che davvero ti conquista il cuore.

Adesso siete pronti per partire! Non dite che non vi avevo avvertiti: Israele ti rapisce il cuore!

E il video l’avete visto?? Come no?!

Cliccate qui e correte a vederlo!

16 Comments

    • mordiefuggi

      Ciao Francesca! Guarda, da che ho comprato il biglietto mi hanno sconsigliato di andare finché non sono uscita di casa per andare in aeroporto! Purtroppo è vero che in alcuni momenti non è un posto sicuro, ma va sempre da zona a zona, chiaramente alcuni punti sono più esposti di altri! Ad ogni modo ti consiglio davvero di andarci! Grazie mille per i complimenti, significano tantissimo! 🙂

  • Marina

    Israele è una terra che mi affascina tantissimo. Mi piacerebbe tanto andarci un giorno. Leggendo il tuo testo ho visto tanti luoghi meravigliosi. Posso dire però di essere stata sul Mar Morto. Dal lato Giordano, però

  • Martina Bressan

    Israele è un sogno che vorrei realizzare a breve.. dev’essere davvero uno di quei viaggi che ti cambia la vita e ti segna. Già le tue bellissime foto mi hanno colpito molto. Sono forse riuscita a convincere mio marito e sembra aprirsi la possibilità del viaggio verso Ottobre.. incrocio le dita e mi salvo il tuo articolo.

    • mordiefuggi

      Ciao Martina 🙂 si, è uno di quei viaggi che non è solo fisico, ma anche se interiore se lo si sa vedere nel modo giusto! Da quello che dici, sicuramente lo sarà per te! Incrociamo le dita per il tuo viaggio in Ottobre! Grazie per i complimenti…e in bocca al lupo!

  • Arianna Lenzi

    Sono sempre stata scettica, per via della forte presenza religiosa… ma in effetti credo si possa scoprire questo Paese anche in via del tutto laica. è pieno di meraviglie, hai ragione, e ora ho una nuova meta sulla mia bucket list!

    • mordiefuggi

      Ciao Arianna! 🙂 si esatto, purtroppo siamo circondati da messaggi che ci inondando di scetticismo e fanno passare immagini sbagliate…! Esatto, hai detto bene, si può scoprire anche in via completamente laica, ci sono luoghi talmente moderni e panorami cosi spettacolari, che il contesto religioso passa in secondo piano!! 🙂 ahahaha sono felice di aver allungato la tua lista! 😛

  • Stefania Ciocconi

    Non ho mai considerato più di tanto un viaggio in Israele non essendo credente ma penso che meriti per vedere sia le città antiche sia le moderne città come quella di Tel Aviv. Se non erro ci sono anche aree archeologiche con resti delle città romane nelle vicinanze di Gerusalemme.

    • mordiefuggi

      Ciao Rocio! Ti consigliamo di prendere un biglietto e andare! 🙂 Per quanto riguarda il periodo…dipende! Dipende dalla regione che vuoi visitare, perchè se vuoi visitare il nord ti sconsiglio vivamente l’inverno visto che è piuttosto rigido, mentre se vuoi visitare il sud, il caldo estivo è quasi insopportabile! Io ci sono stata i primi di giugno e secondo me stata un’ottima idea… quindi a parer mio dovresti cercare di prediligere primavera e autunno! Ricordati che se dovessi andare durante lo Shabbat, quasi tutta Israele si ferma: mezzi di trasporto, negozi.. quindi butta sempre un occhio alle festività che incontri durante il tuo periodo di viaggio! Facci sapere!

  • Simona

    Io ti devo ringraziare infinitamente. Questo è un viaggio che io sogno da tempo ma sono sempre stata frenata dal timore della poca sicurezza. Grazie a te ho visto luoghi meravigliosi o meglio, ho avuto la conferma che questo viaggio un giorno io lo farò. Certo bisogna stare attenti ma in fin dei conti non dobbiamo stare forse attenti ovunque andiamo ormai? Aspettavo una lettura così, qualcosa che potesse far riaccendere la mia fiamma. Grazie mille davvero!

    • mordiefuggi

      Siamo noi a dover ringraziare te Simona per le bellissime parole! Siamo felici di aver risvegliato in te quella voglia di partire, e non possiamo fare altro che dirti… vai!Spesso ci facciamo frenare da quello che sentiamo e dai timore scaturito da quello che ci dicono gli altri! Esatto, bisogna stare attenti dovunque, che si tratti di Milano, New York o Tel Aviv 🙂 Aspettiamo di sapere tutto sul tuo viaggio <3

  • camilla corradini

    Da un po’ penso spesso ad un viaggio ad Israele, i tuoi racconti mi hanno incuriosita ancora di più. Credo che sia un luogo molto interessante proprio per i contrasti di cui parli. Purtroppo però è anche un’area molto difficile, l’attuale situazione politica lo rendono un paese molto complesso. Spero proprio di trovare il momento giusto per visitarlo, è un viaggio di quelli che vanno preparati e fatti con lo spirito giusto.

    • mordiefuggi

      Ciao Camilla 🙂 Esatto, è un luogo interessate, e ogni angolo è una scoperta perchè ad ogni curva cambia tutto, un contrasto unico! Esatto, la situazione politica purtroppo non è delle migliori, bisogna essere costantemente sul chi va là perchè da un momento all’altro cambia tutto! e questo è davvero un peccato grandissimo. come hai detto tu, va preparato e soprattutto fatto con lo spirito giusto, partire da casa senza pregiudizi, anzi, con la mente libera e pronta ad accogliere tutto ciò che questo paese ha da offire. Noi ti auguriamo comunque di riuscire ad organizzare un viaggio in questa bellissima meta e godertela appieno!

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